Benvenuto SuperMario



Gomez Super Mario Fiorentina tifosi violaBY MG BLOG >>
Vediamo…
C’è stato l’arrivo del divino Roberto, ma anche se all’epoca fossi stato in grado di intendere e calcisticamente volere, lui era un campione solo promesso.
Poi un barbuto laureato in medicina proveniente dal Brasile, sempre durante quegli azzurri primi anni ottanta; intorno a lui ricordo tanto entusiasmo, ma poi presto sfumato di fronte alla sua saudade…
Altri sudamericani, un Passarella, un Dunga, arrivati già famosi, e sufficientemente osannati dal tifo viola.
L’arrivo del numero 9 di Avellaneda, una delle stelle più luminose che io ricordi nella Via Lattea Viola, passò quasi inosservato, tanto era il timore di un secondo Derticia.
Semisconosciuti Rui Costa, Jovetic, Toldo… Troppo opache le prestazioni pre-Fiorentina di Gilardino. Sul viale del tramonto Vieri.
Forse quantomeno paragonabile la fibrillazione durante la lunga trattativa per Toni.
Ma la gioia, il boato, l’appagamento del tifo fiorentino per l’arrivo di questo bolide, di questa Panzer Division, autentico Top Player e bomber di razza, non ha ricordi nella mia più che trentennale mente gigliata.
Fra il misto di indifferenza delle testate giornalistiche di punta, cartacee e mediatiche, e di rabbiosa e malcelata rabbia/indignazione da parte dei vari neo-ricchi partenopei e vetusti strisciati nordisti, la giornata di ieri è stata spasmodica, ma alla fine coronata dall’ennesimo capolavoro del duo meraviglia Pradè/Macia.
Gomez è nostro, ed il suo 33 risalterà sulla nuova casacca Joma.
Il suo più bel biglietto da visita non sono i numeri, pur impressionanti (qualcosa come 158 gol in 279 presenze, devastante…), ma la volontà di rispettare un patto, nonostante le azioni diversive e destabilizzanti dei suddetti vesuviani, e la scelta dichiarata, motivata dalla Città, dal gioco di Montella e dalle prospettive. Sarebbe bastato questo per infiammare la paglia del Franchi. Ma la torcia è accesa dal sogno di una Fiorentina sempre più carica di talento e gol, da Borja a Cuadrado, da Pepito a Marione. E poco importa se saremo costretti a potare il ramo vecchio di Jovetic e quello irriconoscente di Ljiaic.
E la sensazione è che non sia finita qui… L’Estate e il mercato sono ancora lunghi. Avanti uomini di mercato… Tocca ancora a voi!

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