Eterna sfida



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Un pomeriggio assolato del 1982; una radiolina che gracchia, la rabbia e gli occhi pieni di lacrime di mio fratello, io che non capisco…
Ma poi avrei capito, durante un’estate colorata d’azzurro, ma anche tappezzata di colorati adesivi che recitano “Meglio secondi che ladri”.

Sette anni più tardi, una partita difficile che si trascina verso un inutile pareggio fra due pugili suonati; poi l’ultima azione, un calcio d’angolo, e dalla mischia spunta un furetto che buca l’odiata signora regalandoci la vittoria; un giovane d’oro, che diventerà uno sfortunato grande uomo, che ogni giorno, oggi, lotta tenacemente contro la Stronza, e che forse, quando chiude gli occhi, sorride dentro di se pensando a quella domenica.

Sempre un’amara vigilia mondiale; un trofeo europeo toccato con le dita; poi un parapiglia nell’area viola al Comunale di Torino, lo spintone di Casiraghi, la palla in rete… Il ritorno tanto atteso fra le mura di Firenze diventa una trasferta impossibile ad Avellino, con il finale scontato e con l’addio pieno di rimpianti al secondo numero 10 più amato di sempre.

baggio roberto con la maglia della juventus e la sciarpa della fiorentina tifosi violaLo stesso numero dieci che cammina a testa bassa sotto la Tribuna, infagottato in un brutto giaccone, nero come un corvo; una virgola viola cade dal cielo, davanti ai suoi piedi, lui la raccoglie e la stringe… lo stadio che esplode, anche perchè la viola questa volta vince, ma il mio cuore viola lacrima…

batistuta gabriel omar goal tifosi viola fiorentinaDue cazzotti firmati Baiano e Carbone a Torino, la gioia a 15 minuti dal termine (“questa volta è fatta!”), poi Vialli ed un fenomeno che si presenta al mondo con un colpo da biliardo, ci strozzano l’urlo in gola.

Freddo Dicembre del ’98, Oliveira che alza la testa e pennella, il leone argentino che vola in cielo… in cielo manda Firenze, all’inferno i bianco-neri.

Passano dieci anni, un’impensabile serpentina al 93’ di un neretto magrolino, nell’unico suo momento di gloria in maglia viola, la stilettata di un altro argentino, la Fiorentina di nuovo in paradiso, stavolta nel freddo di Torino.

Solo un anno fa, ma sembra un secolo: un’interminabile, appiccicosa partita; una sequenza di gol subiti che sembra non finire mai, un’umiliazione calcistica senza pari, proprio sul nostro suolo, proprio contro i più odiati.
Un risultato che grida vendetta.

La storia recente narra di un insopportabile e presuntuoso allenatore, che non ha occhi per vedere quello che capita nel suo spogliatoio, non ha occhi per vedere le nefandezze arbitrali a suo favore, ma ha fiato per urlare, oltraggiato e offeso, al primo mezzo rigore non concesso.

Narra anche di una simpatica dirigenza, che con ineccepibile stile juve, e profondo disprezzo per il lavoro altrui, approfitta di uno scalo tedesco e fa scendere dall’aereo per Firenze una ciliegina ormai già adagiata sulla glassa viola; salvo poi dichiarare, con insopportabile candore, l’onestà del loro operato.

Narra della stessa dirigenza che per il solo gusto di dimostrare la propria supposta superiorità e la sicura spocchia, passeggia strafottente sotto i fischi di uno stadio intero.

osvaldo pablo daniel goal vittoria firoentina a torinoQuesta è l’eterna sfida fra Fiorentina e juventus, questa è una partita che NON può e NON deve essere uguale alle altre!
Questo non è essere provinciali, è avere cuore, passione, emozione.

Questo significa amare uno sport, una città, un’identità, un colore, e la storia di una squadra.


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