Passi Falsi Torino-Fiorentina 2-2



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Passo falso della Fiorentina!
La novità di questo titolo, è la cifra dello straordinario Campionato che sta vivendo la Viola.

Partiamo dai numeri primi, dal numero 1.

Passo falso di Viviano: il ragazzo della Fiesole rimane con i tacchetti bloccati su una zolla del Comunale Vittorio Pozzo (io ‘sto catino lo chiamo solo così, l’Olimpico è a Roma), e si muove al rallentatore sul cross di Birsa… Ne viene fuori quello che ai bei tempi del calcio UISP chiamavamo il “gol a voragine”.

Passo falso di Roncaglia: un errore a partita, contro dieci interventi da campione, l’ha fatto sempre, ma la novità di una decina di errori contro qualche buon intervento fa notizia.

Passo falso del Captain Pasqual: troppo opaca la sua partita, nemmeno un cross importante, ed una zuccata a 5 metri da una porta splendidamente sguarnita, che spedisce la palla fra le braccia dei tifosi.

Passo falso di Oliveira: chiamato a sostituire Pizarro, schiacciato dal confronto improponibile, rimane al palo e non incide.

Passo falso di Aquilani: nel senso che mette male il piede e si ritrova di nuovo alle prese con l’infermeria; l’augurio, di cuore, è che sia un passaggio veloce dalle parti del medico di guardia, un’aspirina, e via…

Passo falso di Montella: dare l’opportunità a Seferovic, valutarlo più adatto al tipo di match rispetto a Munir, è quasi un suicidio tattico. Mettiamola così, ha giocato d’azzardo, e ha perso.

Ma dopo tutti questi passi falsi, dopo questo sfogo per la delusione di altri due punti gettati al vento a fronte di un dominio calcistico quasi totale, rimangono gli applausi. Si, perchè io, il bicchiere di novello, lo vedo mezzo pieno: perchè vedo gli otto risultati utili consecutivi; vedo un 2-2 agguantato in una giornata in cui tutto, ma proprio tutto, sembrava andar male, in cui la jella degli infortuni si accaniva come un avvoltoio sul corpo già martoriato dalle assenze di Jovetic e Pizarro; vedo il quarto gol dell’emulo di Passarella e il secondo del Mago di Kralingen.
Il carattere è quello giusto, la classe di Valero pure; andiamo avanti, non perdiamo di vista quello che è diventato il vero obiettivo di quest’anno: il coro di Tony Britten che illumini le serate di mezza settimana del nostro prossimo autunno. Lasciamo stare per un po’ la Juve e i voli pindarici…
Andiamo avanti, per cortesia, senza tanti altri passi falsi.

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