Scalo a Monaco

Gli scali aerei, si sa, son fastidiosi… ti tocca scendere in fretta dal primo aereo, sostare davanti ai tabelloni, con trolley e pesanti zaini in spalla, alla ricerca/codifica del gate per il volo successivo…
Questo stava facendo ieri mattina, nella zona arrivi dell’aeroporto di Monaco di Baviera, un bulgaro di 31 anni, baciato dalla dea del calcio, e ignaro della fortuna che gli stava toccando in sorte, nel passare dalla monotona Inghilterra, alle dolci colline toscane, e al salotto di Piazza Signoria, non per vacanza estiva, bensì imbottito di soldi…
E mentre, finalmente, individua la linea giusta sul tabellone (Florence – 12.15 – Gate15), l’iPhone appena acceso (o forse mai spento) si mette a trillare…
Si presenta un tale Marotta (“Chi?”, pensa il Berba);
“juventus” (“ahh!, ma senti…”, pensa ora)…
“Senti, Berba”, dice ansioso il Marotta “che ne diresti di mollare quella squadretta di provincia, che non fa nemmeno le coppe, ed approdare alla juve, per un bel po’ di soldi in più?”…
“Mah, mi piacerebbe, ma sto per salire sull’aereo, pagato dalla Fiorentina (a me e a tutto il mio codazzo di amici e tirapiedi, che mi tengon compagnia) per andare a firmare; ho già dato la mia parola, e questi hanno anche l’accordo firmato con il Manchester, hanno fatto partire le fideiussioni, la prima rata è già in pagamento….. come si fa?”
E Marotta, serafico: “Ecchisenefrega…..!!!!”.

Fu così che l’aero per Firenze decolla con molti posti liberi in più, che la juve ottiene la sua vendetta per l’altezzoso Niet di Andrea della Valle, appena ricevuto per l’acquisto di Jovetic, e che il bulgaro, le colline toscane, le vedrà solo in cartolina.

Il commento del tifoso viola? Vai, Berbatov, vai pure dove vuoi… Da qui son passati gli artisti della penna, dello scalpello, del pennello, e anche, si, del pallone… Sarebbe stata un’offesa per noi sporcare le strade di Firenze, ed il prato dell’Artemio Franchi, con la tua presenza. E… Grazie juve, questa volta ci hai fatto un favore, non uno sgarbo, e ci hai dato un motivo in più per gridare forte “Grazie a Dio non sono gobbo”!

Detto per inciso: il fatto che il Berbatov abbia preso in giro anche la juve, perchè il numero del suo iPhone, ahimé, ce l’avevano anche i dirigenti del Fulham, è solo un contorno, una risata viola al termine della storia.

BY MG Blog

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