Sinisa Mihajlovic una svolta alla guida della Fiorentina

E’ Sinisa Mihajlovic la vera rivoluzione 2010-2011 della nostra amata Fiorentina.

Dopo 5 anni Cesare Prandelli lascia la guida della nostra amata squadra con un finale di stagione amaro e pieno di veleni. Un girone di ritorno da retrocessione (solo il Livorno ha fatto peggio) e ben 17 sconfitte in campionato. Un rapporto logoro che si è concluso. Adesso nuova linfa ai Viola con un allenatore che in poco più di un mese è riuscito a ridare entusiasmo e fiducia ad un ambiente divenuto triste e depresso.

Poco dopo l’annuncio ufficiale il condottiero Serbo Sinisa Mihajlovic si racconta in alcune interviste tra cui propongo un estratto  del
Corriere Fiorentino 8 Luglio 
2010
Il calcio è come la vita. E ognuno gioca la sua partita a modo proprio. Io me la gioco sempre da uomo, per questo posso guardare tutti in faccia. 
Non sono infallibile. Ma sicuro di me, quello sì [….]

Io non recito, non sono un fasullo, né un ipocrita, categorie che tengo a debita distanza.

Ci metto sempre la faccia, senza paura. Ho una personalità forte, sono serbo dalla testa ai piedi, con i pregi e difetti del mio popolo orgoglioso.

Ma so anche ammettere gli errori, so chiedere scusa e accetto sempre il confronto, su tutto. Si tratti di pallone o di temi più controversi come la guerra nella ex Jugoslavia.[…..]

Non porgo facilmente l’altra guancia, è vero. […..]

Se hai responsabilità e prendi decisioni non puoi piacere a tutti. […..]   Voglio giocare all’attacco. Restando me stesso e trasmettendo alla squadra il mio carattere. Quello di chi vuole vincere. Crederci sempre, mollare mai. […..] Voglio portare i giocatori viola in Champions. Quando dico che ci andremo non lo faccio per i tifosi, ma perché ne sono convinto davvero. Noi allenatori dobbiamo essere anche un po’ pazzi [….] La squadre avversarie sappiano fin da ora che quando verranno a giocare al Franchi, giocheranno contro tutta una città, dovremo essere un corpo unico.[….] Il centro sportivo in arrivo ai Campini ? Se ne parla tanto, lo aspetto senza ansie, ho lavorato in situazioni ben peggiori. Per chi come me ha vissuto due guerre, crede che sia un problema allenarsi su un campo non perfetto o spogliarsi in stanzoni comuni ? “

Sinisa fa parte della minoranza serba (padre serbo e madre croata, ma lui si sente serbo) di Vukovar che dal 1991 in poi è stata martoriata da violenze inenarrabili da parte di croati che fino a pochi mesi prima erano amici o addirittura come nel caso di Mihajlovic dei parenti!!!Il defunto Arkan per i serbi di Croazia era una sorta di protettore/vendicatore e non solo un criminale di guerra (che pure c’era)“La mia amicizia mai rinnegata con la tigre Arkan? Partiamo da un presupposto: le guerre fanno tutte schifo.

E l’esperienza di una guerra civile è quanto di peggio possa capitare. Ho visto amici che si sparavano tra di loro, famiglie distrutte al loro interno, gente scannata. Da serbo. Ho visto gente cadere, le nostre città distrutte, bombe su ospedali, scuole, civili. Certe cose ti segnano.Io c’ero. Ma non sono uno storico, non vengo a Firenze per fare corsi politici all’Università. Vengo a fare l’allenatore. Poi se volete ne parliamo, ma prima di dare giudizi servirebbe un po’ di cautela e rispetto per chi la guerra l’ha vissuta. Io ho visto il mio miglior amico devastare la mia casa. Mio zio, croato e fratello di mia madre, voleva “scannare come un porco”, disse così, mio padre.

Fu trovato da Arkan, stava per essere ucciso, gli trovarono addosso il mio numero di cellulare. Mi chiamarono, gli salvai la vita. Perché non dico mai che sono ambasciatore Unicef per i bambini e i reduci di guerra? Perché è il mio privato.

Io in Serbia coi miei soldi non ho mai comprato armi durante la guerra, solo medicine, abiti e cibo. Cosa penso di Milosevic? Andave deposto, i serbi stavano aprendo gli occhi. Ma dovevamo farlo noi. Lo dissi anche a D’Alema.

Averlo attaccato da fuori è stato un errore, perché un serbo difenderà sempre un altro serbo, siamo fatti così. Non difendo i crimini di Milosevic ed Arkan, ma è facile parlare da fuori, seduti in poltrona. Arkan era mio amico quando ancora la guerra non c’era ed ha difeso dei serbi in Croazia che stavano per essere ammazzati: per loro è un eroe. E rifarei il necrologio per lui, anche se i suoi crimini orribili restanoIn una guerra civile non esistono i buoni e i cattivi. Ed il colore predominante alla fine è sempre il rosso del sangue degli innocenti.La guerra in Jugoslavia ha tanti colpevoli, ma tanto la storia la scrivono sempre i vincitori”

Grande Sinisa! Un bel personaggio che sono sicuro trasmetterà la grinta e il carattere che tanto piacciono a noi tifosi !

Share SHARE

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *