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Boccasciutta



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…Poi ti risvegli in questo pomeriggio assolato di fine estate e scopri che le tue poche certezze calcistiche sono, come dire, evaporate…
Si, perchè per noi romantici viola il Campionato non era mica cominciato a Roma. No, quello era una prova, un passo falso che si rimediava sicuramente fra le mura amiche contro il Grifone. Vedrai cosa succede quando Montella decide di schierare la formazione giusta, e non quella tutta sbilenca e Brillante, messa su per convincere Pradè a comprare Richards-Badelj-Kurtic… Vedrai… Il tedesco ne fa almeno tre, il Baba altri due, Borja uno in rovesciata… Ah già, ma rientra anche lui, il trecciolino colombiano che abbiamo rubato alle grandi… Ah beh, allora la goleada è assicurata!
E invece no… Fiorentina a bocca asciutta, ferma al palo, e questa volta il legno non l’abbiamo nemmeno preso, non ce la possiamo rifare con la sfortuna.

Le figurine dei giocatori sul campo verde erano quelle giuste (a parte forse l’Alonso calciatore, ben più lento di quello motorizzato, che a sorpresa si fa preferire all’azzurro Manuel).
Sullo stesso campo verde lo spettacolo assomiglia preoccupantemente a tante asfittiche messe in scena dello scorso anno, con i viola che si dannano l’anima per trovare trame offensive il cui ordito è regolarmente spezzato dalla massa difensiva rosso-blu; e quando i nostri sgusciano fra le maglie di questa fitta rete, trovano una vecchia conoscenza, lo stesso Perin che già tempo fa disse di no tante volte ai tiri fiorentini.
I minuti se ne vanno anche troppo lenti, fra un errore di Gomez (“Montella, levalo!”), un paio di tiracci di Aquilani, l’ingresso dell’opaco Ilicic, del rimandato Berna, con la triste uscita di scena dello stesso Gomez (“Montella, ma che fai, lo leviiii?”)…
Insomma, l’ennesino pomeriggio da nulla di fatto, mentre le altre se ne vanno, buon per loro, a lottare per lo Scudetto.
E le certezze si trasformano in domane:
Ma Gomez è un panzero o un U-boot zavorrato?
Ma Cuadrado penserà per tutto l’anno alla Sacrada Famiglia?
Ma Borja ha giurato amore eterno a Firenze, perchè qui ha cominciato il buen retiro?
Ma Richards saprà mettere un cross in più di Tomovic, cioè almeno uno a partita?
Ma Pizarro è alle pompe? (domanda retorica)
Ma Berna e Baba sono meglio di Yakovenko e El Hamdaoui?
Ma Ilicic…..?

Ma a parte questi quesiti semiseri, stasera i tifosi viola hanno in testa un pensiero comune, un faro puntato oltreoceano, verso il Colorado… E tutti si chiedono:
Ma quanto ci mancherà Giuseppe?

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Malafede


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Via, mi son detto, lasciamo perdere, ci dormo su…
Domattina a mente fredda ci ripenso, e vedrai che tutto appare chiaro: il valore dell’avversario; la loro supremazia nel primo tempo; la stanchezza di una squadra strizzata dalla forse eccessiva nevrosi di una finale di Coppa Italia, costretta a giocare con gli stessi effettivi da troppo tempo, a fare i conti con l’assenza del faro spagnolo di centrocampo; le, a dir poco, opininabili scelte di formazione iniziale, senza una punta di ruolo, senza la copertura di Pasqual, con in campo un Aquilani che alla Snai era dato 10 a 1….
Poi stamattina mi sveglio, faccio il compitino del ricordo, e….
classifica serie A senza errori arbitrali al 16 febbraio 2014 non aggiornata dopo l'ennesimo furto ai danni della FiorentinaE no!!!!
No, perchè una maglia bianca davanti ad una maglia viola, in 100 metri quadrati di libero campo verde, in una lenta (per i canoni calcistici) azione di gioco, non è, non può essere una svista per chi di mestiere deve vedere solo quello!
No, non raccontatemi la favoletta dell’errore umano, del fischio che nell’incertezza non fischia.
C’è un solo nome per tutto ciò: malafede.
E c’è malafede nei cartellini gialli che non escono nel primo tempo, nel rigore solare su Joaquin prima del duplice fischio.
C’è malafede se quando regali un giallo per un fallo netto ed inutile su Cuadrado, non hai il coraggio di regalarne un secondo, che significherebbe rosso, a fronte di una reazione scomposta e imbarazzante dello stesso giocatore sullo stesso colombiano.
E attenzione: non c’entra niente l’avversario; l’Inter è solo il beneficiario di turno.
La vittima è la Viola, colpevole di rappresentare la realtà bella, pulita, fuori dagli schemi, nei suoi attori e nei suoi dirigenti, di un calcio italiano incanalato su un copione che tutti ormai conosciamo a memoria.
Occhieggiate un attimo la classifica senza errori arbitrali (fra l’altro, dopo ieri sera, da aggiornare)…
Ancora dubbi su chi “deve” occupare il podio della Serie A?

PS da Tifosiviola.it
Damato, l’ arbitro interista che stravede per Cassano
Leggi l’articolo di Repubblica 01 Maggio 2002 >>>

…Al largo dei Bastioni di Orione


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…Ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi

Una sfrontata compagine di giocatori di bianco e viola vestiti, ognuno vero e sperato amico, fratello, cugino di ogni tifoso della Fiorentina, che insensibile a chi, come me, voleva metterla sui nervi e sul sospetto, con grande freddezza fa propri tre punti solo a posteriori apparentemente facili.

Gonzalo Rodrigue 13_11_02_MILAN ZERO FIORENTINA DUE Balotelli non tocca pallaUn argentino del barrio, che, portavoce di noi tutti, a petto in fuori affronta il nero iper-griffato, e con il sorrisetto sarcastico sulle labbra, lo rimette al suo posto, lo ridicolizza così come egli merita.

Ho visto la Fiorentina passeggiare sulle rovine di questo Milan irriconoscibile, incapace per demeriti propri, e per indubbi meriti viola, di impensierire una volta una il ragazzo brasiliano, quello con i guantoni.

E dall’altra parte ho visto, vedo, una favola bella, che forse pochi conoscono: un ragazzo, anch’egli brasiliano, scovato dall’ex Corvino su uno spelacchiato campetto di periferia, fatto giocare in Primavera gigliata, poi rispedito in Brasile per farsi le ossa, riaggregato nuovamente, più per penuria di attaccanti veri, che per reale speranza tattica. Ed il ragazzo, invece, piace ogni volta che scende in campo, perchè lo fa senza alcuna paura, trasudando voglia di pallone.

VALERO BORJA 13_11_02_GOAL AL MILAN VITTORIA FIORENTINA VIOLA A SAN SIRO_Ho visto Montolivo prigioniero della sua scelta, che guarda dal basso un gigante come Borja Valero, e rimane in mezzo all’irriverente torello dei cinici di Firenze.

Ho visto una Fiorentina non bella (perchè per il bel calcio c’è tempo), zeppa di riserve (subito perde anche l’alfiere Ambrosini), che pertanto si presenta al cospetto dei rosso-neri come l’agnello sacrificale; e invece la si scopre toro, grintosa e concentrata quanto basta per sfruttare almeno un paio dei numerosi errori del diavolo.

Tutti questi momenti non andranno perduti nel tempo. Non è tempo di morire: rientriamo nell’atmosfera terrestre con questi 21 punti che, alla luce delle lunghe assenze di Gomez e Cuadrado, delle scellerate scelte arbitrali che, di punti, ce ne hanno tolti almeno 4, delle numerose partite con squadre di vertice ormai alle spalle, sono 21 perle.

Attendiamo tempi ancora migliori, attendiamo il crucco ispanico ed il suo bagaglio di gol promessi, attendiamo il miglior Cuadrado e la diga Ambrosini; attendiamo ancora, insomma, la miglior Fiorentina, ma oggi ci possiamo godere questa che, udite udite, sarebbe la peggiore.

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