Vacanze Romane



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Arrotati sulle strisce pedonali da un torpedone giallo-rosso guidato da un attempato autista, con il berretto di sghimbescio, e con il nome “Francesco” sulla targhetta dorata!
Non esistono mezze misure per commentare una sconfitta così netta, che va ben al di là del risultato effettivo, che arride fin troppo ai Viola, e risulta bugiardo nonostante i 4 gol incassati… Zeman ha questo pregio: essendo allenatore votato al suicidio calcistico in nome della goleada, porta nel DNA delle sue squadre il destino di far sembrare di due gradini inferiori le malcapitate avversarie che si imbattono nelle loro giornate di grazia. E ieri è toccato alla compagine arrivata con l’Eurostar, colma di buone intenzione, ma con la panchina troppo stretta per impensierire i padroni dell’Olimpico.
E così ne è venuta fuori una formazione messa in campo da Montella in modo un po’ strampalato; in questo il discepolo non si è rivelato ancora all’altezza del maestro, ma è sembrato quasi un gesto di riguardo, del tipo:
“Vedi, Vate della Boemia, non metto in campo la formazione più logica, quella più quadrata (non Cuadrada…), per tuo rispetto, almeno i tuoi guerrieri semi-sconosciuti potranno scorrazzare liberamente nel mio centrocampo, e nel mezzo, o meglio davanti, alla mia difesa…”.
E così ci ritroviamo ad ammirare le scempiaggini di un Olivera che chissà come è riuscito a nascondere all’Aeroplanino i DVD delle nefandezze dell’anno scorso, e farsi passare per un giocatore di calcio, tanto da essere messo ogni tanto in prima squadra.
Osserviamo, tristi, il treccinato colombiano non azzeccare nemmeno un dribling, un cross, uno scambio, ma c’era da aspettarselo viste le precarie condizioni fisiche. Strabuziamo gli occhi di fronte alla staticità di Viviano sul primo gol (ma poi il replay ci fa capire che forse, battezzare quella schiacciata rimbalzatagli davanti come fuori, non era poi così strano), ma inorridiamo addirittura, quando si fa ipnotizzare dal tiraccio di Totti da distanza siderale.
Scuotiamo la testa per i sessanta minuti di niente messi in campo da Aquilani (ma come, proprio lui, proprio qui?).
Allarghiamo le braccia per l’inefficacia di tutto quel correre e sgomitare del povero Toni.
Sbianchiamo, o diventiamo viola di frustazione, scegliete voi, per le innumerevoli scorribande del numero 10 giallorosso & C., nel cuore dell’area di rigore gigliata.
Insomma, qual’è il Take-way (come dicono gli Americanesi), ovvero la lezione che portiamo a casa da Roma, insieme a questi tondi 0 punti?
Indubbiamente, dopo tre o quattro gare giocate ottimamente, da almeno altre tre, l’assenza del nostro giocatore più talentuoso, Jovetic, si sta facendo sentire; anche perchè non c’è nessuno che possa sostituirlo, nè come mole di gioco, nè come realizzazioni.
Gennaio ora è vicino, e di certo Firenze non vuole vedere il tira-e-molla delle scorse stagioni, in cui arrivavano mezzi giocatori a poche ore dalla conclusione del mercato. Se uno o due giocatori, se un attaccante di livello, devono arrivare, che arrivino subito, nel sacco rattoppato della Befana.
Perchè l’impressione è che questa squadra è ottimamente orchestrata e concepita, che ha voglia, ha piedi, ma deve anche avere robustezza e gol la davanti, e ricambi in mezzo.
Deve, insomma, essere messa ancor di più nelle condizioni di lottare ad alti livelli. Si deve concludere quello che ad Agosto è rimasto palesemente in sospeso

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